

Catania era originariamente un
insediamento siculo, rifondato come Katane nel 729 A.C. da
coloni greci calcidesi guidati da Tucle. Il nome voleva dire
“grattugia”, in riferimento all’asperità del territorio dovuta alla
presenza della pietra lavica del vulcano Etna.
Dopo la dominazione siracusana, è
stata conquistata dai romani nel 263 a.C. Alla caduta dell'Impero
romano ha seguìto le sorti della Sicilia, venendo conquistata prima
dagli ostrogoti, poi dagli arabi, dai normanni, dagli svevi e dagli
angioini. Nel 1282 passò agli aragonesi e con re Martino I di
Sicilia Catania divenne capitale del Regno di Sicilia dal 1402 al
1416. Nel 1434 venne fondata l’Università, che rappresenta il
secondo ateneo in assoluto dopo Bologna. E’ del 1963 l’avvenimento
più triste della storia catanese, ovvero la distruzione pressoché
totale della città a causa di una violenta eruzione dell’Etna, che
seppellì buona parte dell’antico patrimonio storico, ma che in
seguito avviò la forte connotazione Barocca che ancora oggi la
contraddistingue.
Passata sotto i domini spagnolo,
piemontese e borbonico, nel 1860 Catania entrò a far parte del Regno
d'Italia. Nel 1862 fu il centro organizzativo della spedizione di
Garibaldi conclusasi in Aspromonte.
Agli inizi del XX secolo,
significativa fu la sindacatura De Felice, che darà vita ad un vasto
piano di aggiornamento urbanistico e abbellimento della città.
Figura dominante del periodo è Filadelfo Fichera a cui si devono gli
scavi e i lavori che portarono alla luce l'Anfiteatro di piazza
Stesicoro nel 1906 e progetti edilizi e sanitari. Nel 1905 iniza
anche il servizio tranviario cittadino con le tre linee da Piazza
Duomo a Picanello, Cibali e Guardia Ognina. Nel 1908 la città deve
affrontare il problema dell'immigrazione forzata di quasi 25.000
superstiti del terremoto di Messina che determina una grande crisi
di alloggi.
E’ dell’anno 1924 l’inaugurazione
dell’Aeroporto Fontanarossa, che ben presto diventerà un punto di
riferimento essenziale per l’intero Meridione italiano.
Dopo i disastri della 2° Guerra
Mondiale, Catania raggiungerà più o meno l’assetto che la
contraddistingue ancora oggi. Nel 1950 l'Aeroporto di Fontanarossa
fu riaperto dopo una lunga ristrutturazione e si inaugurò la linea
dei filobus di via Etnea, che sostituirono i vecchi tram. Poi,
grazie all'opera dei sindaci Domenico Magrì e Luigi La Ferlita,
venne aperta la zona industriale di Pantano d'Arci, che poi sarebbe
stata ribattezzata Etna Valley. A partire dagli anni ’60
Catania conobbe uno sviluppo commerciale ed imprenditoriale
imperioso, sulla scia del boom economico italiano, tanto da
guadagnarsi l’appellativo di “Milano del Sud”. Questo portò nel 1971
a far toccare alla città la quota-record di 400.000 abitanti.
Gli anni ’70 e ’80 però portarono un
brusco ridimensionamento dell’importanza della città a causa del
proliferare della mafia e di anni difficili con lotte sanguinose e
omicidi in serie. Ciò comportò anche un progressivo spopolamento ed
abbandono del centro storico. Imponente in questo senso l’opera
avviata del sindaco Enzo Bianco a metà degli anni ’90, che da un
lato investì ingenti somme nella ristrutturazione di importanti siti
architettonici, e dall’altro, tramite una maggiore facilità nel
rilascio di concessioni ad esercizi commerciali, bar, caffè e locali
notturni, portò ad un ripopolamento pressoché totale dei luoghi del
centro storico, creando il famoso fenomeno della movida, che
a tutt’oggi è ancora vivo ed importante.
Oggi Catania è
una città modernissima che guarda al futuro con un nuovissimo
aeroporto da poco in funzione, che nei prossimi 5 anni dovrebbe
sviluppare un traffico di 10 milioni di passeggeri annui, una
metropolitana che ha un tronco già attivo di circa 4 km e che
aspetta il degno completamento, una grande vocazione universitaria
che, grazie al progetto Erasmus, ha portato diversi studenti
stranieri a conoscere più da vicino questa realtà. In più l’Etna
Valley è uno dei maggiori centri di ricerca tecnologici
nazionali con la presenza di colossi come ST Microelectronics e
Nokia, che sono una fonte importante di occupazione e sviluppo per
l’intera Regione. Da non sottovalutare infine la frenetica attività
congressuale ed espositiva del complesso fieristico delle Ciminiere.
torna su



Proclamato dall’UNESCO Patrimonio
dell’Umanità nel 2002, il centro storico di Catania è una delle
massime espressioni italiane dell’architettura Barocca seicentesca,
che ne contraddistingue quasi tutti i palazzi e i luoghi di
interesse. Non mancano le eredità greche, romane e medievali, che
però rappresentano solo una minima parte di quello che è andato
perduto nella grave eruzione del 1693. Molto sviluppato, nella parte
di città che va dal viale Regina Margherita fino a Piazza Verga,
anche lo stile Liberty di inizio Novecento.
Del panorama greco-romano, i luoghi
più interessanti sono sicuramente rappresentati dall’Anfiteatro di
Piazza Stesicoro, scoperto agli inizi del XX secolo, dall’Odeon,
dalle Terme Achilliane, della Rotonda e dell’Indirizzo. Di epoca
Romana è anche la famosissima statua dell’Elefante di Piazza Duomo,
costruita in pietra lavica e sormontata da un obelisco egizio.
L’unico grande monumento ereditato
invece dall’epoca Medievale è senza dubbio l’imponente Castello
Ursino, oggi Museo Civico, costruito tra il 1232 e il 1250 e sede
della vita politica siciliana negli anni in cui Catania ne fu
Capitale, dal 1402 al 1416. Paralleli al Castello Ursino sono altri
grandi castelli siciliani come quello della vicina Aci Castello e il
Castello Maniace di Siracusa. Anche la facciata della chiesa di
S.Agata al Carcere è da considerarsi di epoca Medievale.
Il Barocco è sicuramente la corrente
artistica più rappresentata nel centro storico di Catania. L’intera
Via Etnea, il corso più importante della città, ne è una carrellata
continua. Si va dalla Cattedrale, la cui costruzione è stata però
cominciata in epoca Rinascimentale, passando per la Porta Uzeda, il
Municipio, la chiesa di S. Agata La Vetere, la chiesa della
Collegiata, la chiesa di S. Nicolò l’Arena con annesso l’intero
complesso del Monastero dei Benedettini, il Palazzo dell’Università,
la Fontana dell’Amenano, Palazzo Biscari e Villa Cerami, oggi sede
della facoltà di Giurisprudenza. Ma il fiore all’occhiello dell’arte
Barocca è rappresentato da Via Crociferi, che è sicuramente la
strada più bella e caratteristica dell’intero centro storico. In uno
spazio di circa 200 metri si trovano ben quattro chiese tutte
contemporanee: la prima è la chiesa di San Benedetto collegata al
convento delle suore benedettine dall'arco omonimo che sovrappassa
la via. Ad essa si accede a mezzo di una scalinata ed è contornata
da una cancellata in ferro battuto. Proseguendo si incontra la
chiesa di San Francesco Borgia alla quale si accede tramite due
scaloni. A seguire si incontra il Collegio dei Gesuiti, oggi sede
dell'Istituto d'arte, con all'interno un bel chiostro con portici su
colonne ed arcate. Di fronte al Collegio è ubicata la chiesa di San
Giuliano considerata uno dei più begli esempi del barocco catanese.
L'edificio, attribuito all'architetto Giovan Battista Vaccarini, ha
un prospetto convesso e delle linee pulite ed eleganti. Proseguendo
ed oltrepassando la via Antonio di Sangiuliano, si può ammirare il
convento dei Crociferi e quindi la chiesa di San Camillo.
Tra gli esempi di architettura più
moderna, senza dubbio non trascurabile è lo straordinario scenario
del Teatro Massimo Bellini, inaugurato nel 1890 e ad oggi uno dei
più importanti teatri dell’Opera a livello mondiale.
Il centro
storico, oltre ad essere un grande scenario architettonico, è oggi
famoso perché rappresenta il luogo in cui ruota la maggior parte
della vita notturna catanese, che va da Piazza Teatro Massimo fino
al suggestivo scenario della Scalinata Alessi. Un ricettacolo di
pub, wine bar, pizzerie e ristoranti dove, 7 giorni su 7, la città
vive di giorno e di notte senza fermarsi mai, nello stile delle
grandi capitali europee e mondiali.
torna su


Fuori dal centro, e anche un po’ dal
caos, c’è la parte nuova della città che abbraccia tutta la porzione
nord, da Viale Regina Margherita fino a Piazza Europa, per poi
proseguire al lungomare di Ognina. Qua le opere architettoniche sono
abbastanza recenti, come per esempio il Tribunale e la Fontana dei
Malavoglia, a Piazza G. Verga, che risalgono agli anni ’30. Ci sono
però diversi esempi di stile Liberty, in particolare in molte
abitazioni private della zona, segno di uno sviluppo abbastanza
tardivo dell’area. Il Corso Italia è sicuramente il centro
nevralgico di quest’area, con decine di uffici, negozi alla moda e
locali un po’ più ricercati. In generale si tratta di un’area
prettamente residenziale dove si ritrova la Catania un po’ più
benestante e sofisticata.
torna su


Catania ha due grandi siti balneari:
la Ccogliera e la Playa. A nord della città, da Piazza Europa fino
ad Ognina, la scogliera in pietra lavica fa da suggestiva cornice al
lungomare, dove soprattutto d’estate è anche molto gradevole
passeggiare. Il posto più frequentato è senza dubbio la spiaggetta
di S. Giovanni Li Cuti, con la caratteristica sabbia nera. Per il
resto i siti balneari sono quasi tutti aperti al pubblico e in molti
di questi d’estate vengono montati dei solarium in legno per
facilitarne l’utilizzo. A sud invece c’è la spiaggia sabbiosa della
Playa, lungo tutto il Viale Kennedy, che conta decine di
stabilimenti balneari privati più vari alberghi e tre aree di
spiaggia libera con attrezzature complete di salvataggio e primo
soccorso. Entrambi i siti sono forniti da linee di autobus urbano
molto frequenti, e rappresentano il principale luogo di appuntamento
della gente catanese e dei turisti durante il periodo estivo.
torna su



Catania si caratterizza per la sua
vastissima area metropolitana che abbraccia una ventina di comuni
che vivono a stretto contatto con la città. Quindi un giro per
Catania può essere approfondito anche dalla scoperta di piccoli ma
importanti centri come Nicolosi (Etna), Acireale, Aci Castello e Aci
Trezza, quest’ultima famosa location del verghiano I
Malavoglia. Però il vero centro di attrazione non può non essere
rappresentato che dall’Etna, il più grande vulcano attivo d’Europa,
che quando è in eruzione attira migliaia di turisti da tutto il
mondo. Se si ha la fortuna di assistere alla colata lavica durante
le ore serali, si gode di uno spettacolo unico nel suo genere.
Inoltre da Catania il tempo di approdo nel versante sud del Rifugio
Sapienza, quello maggiormente attrezzato, è in genere di un’ora
circa (vi sono anche autobus pubblici che vi arrivano).
Assolutamente consigliato il classico giro in funivia, che arriva
fino alla sommità del cratere centrale.
torna su


Catania è una
città che vive intensamente tutto l’anno, quindi il venire in estate
piuttosto che in autunno o in inverno, aggiunge solo la possibilità
di usufruire del suo splendido mare, oltre che gustare la tipica
granita in tutti i bar della città. In inverno, l’appuntamento più
importante è senza dubbio rappresentato dai 3 giorni della Festa di
S.Agata (dal 3 al 5 febbraio), dove un’intera città si riversa in
strada per celebrare la sua Patrona, in un misto di devozione e
folklore. Inoltre Catania, per la sua posizione, ha la comodità di
avere a poca distanza da sé molti luoghi di interesse siciliani come
Siracusa, Taormina, Piazza Armerina e l’Etna, e quindi diventare
un’ottima base per diversi interessanti spostamenti.
torna su
|